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APPREZZARE IL SENSO DEL CORAGGIO

Steve Jobs o Marc Zuckerberg non avrebbero raggiunto i loro obiettivi, se non fossero stati coraggiosi. Il coraggio comporta il superamento del calcolo, pensare in maniera non schematica, utilizzare l’intuizione, le emozioni e rifiutare talvolta logica e razionalità. Il mondo, ossia la famiglia, gli amici, la scuola o i media, non insegna come essere coraggiosi. A volte, al contrario, la nostra cultura, che si basa sulle ipotesi dell’Illuminismo, ci costringe a essere razionali e quindi a giustificare gli avvenimenti e le decisioni.

Il coraggio viene associato ai guerrieri, agli eroi della mitologia greca, a chi conduceva le guerre nei tempi antichi o nel Medioevo. Il Gladiatore, Spartacus, Braveheart, Re Artù sono eroi che hanno dimostrato il proprio coraggio. Il coraggio non è solo la forza fisica. Le ricerche moderne dimostrano che senza il coraggio molte aziende non sarebbero in grado di raggiungere il successo. I manager della Pepsi, grazie al coraggio, sono riusciti a cambiare il vecchio modello di pubblicità che sfruttava le celebrità. I leader che hanno coraggio riescono a gestire il personale con più efficacia, così come gli specialisti riescono a modernizzare le loro attività, come viene riportato dai ricercatori. Il coraggio porta i suoi frutti nelle innovazioni di marketing, nel management o nel modello di leadership. È possibile apprenderlo? Si può creare? È possibile costruire un uomo coraggioso, che si tratti di un dipendente, un imprenditore o un leader? Sì, e questo anche grazie a The Coaching Maps.  Utilizzando i diversi elementi di questo strumento all’interno di un percorso di coaching o di formazione, si può creare il coraggio nei dipendenti, nei dirigenti e nei manager.